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Terraret
Dal 16 al 22 novembre 2009 a Taranto, in città vecchia, si terrà il novo workshop di LABuat: “Terrarret“.
Costruzione naturale e partecipazione: un metodo di insegnamento della
cultura della sostenibilità, tra gioco e pratica collettiva di progetto.
Sarà realizzato in collaborazione con il collettivo Geologika ( www.geologika.org )
Il progetto ha come primo obiettivo quello di far sperimentare ai partecipanti la lavorazione della terra cruda, attraverso un percorso sensoriale e creativo che li porti dalla semplice miscela degli ingredienti, all’ideazione e poi realizzazione concreta di un manufatto.
Dal disegno alla costruzione, il percorso si svolge in una dimensione di continua scoperta e conquista, si ampliano naturalmente le capacità percettive e si migliorano le qualità manuali;
attraverso il lavoro collettivo si sviluppa la capacità di scambio e cooperazione.
Una serie di workshop traccerà un cammino attraverso i vari campi d’impiego della terra cruda:
dall’architettura naturale all’eco-design, con particolare attenzione al riciclo e riutilizzo di materiali, un percorso volto ad approfondire l’applicazione della materia, a divulgarne lo spirito. Ma non solo. I laboratori saranno occasione per leggere ed interpretare, a più livelli, il territorio urbano proprio a partire dalle sue aree abbandonate o poco fruite, per stimolare il desiderio del cambiamento e della rigenerazione di quei luoghi attraverso metodi e pratiche di condivisione e l’uso di materiali sani.
Ilmotorediricerca al Tirana Film Festival
Ilmotorediricerca è un collettivo multidisciplinare aperto e nomade, nato in Puglia per valorizzare le potenzialità della sua essenza geografica, partendo dalla conoscenza della sponda opposta: l’Albania. Quattro progetti/ricerche tra l’Italia e i balcani, complesse e articolate nei riferimenti e incroci culturali, verranno presentate all’interno del Tirana Film Festival :
Albania 1e1000, rivista italo-albanese realizzata attraverso una pratica di viaggio, relazione e ascolto in collaborazione con l’ass. Mergimtari di Torino, per Torino Geodesign all’interno di Torino World Design Capital 2009;
L’accento di realtà, da un’idea di Matteo Fraterno e Cesare Pietroiusti, in collaborazione con fondazione Morra e museo Pino Pascali di Polignano,un clip musicale nella città natale di Pino Pascali e Domenico Modugno, su un testo dello stesso Modugno modificato per l’occasione da un gruppo di giovani artisti pugliesi;
Fratelli/Adelfia, i figli di Evaristo de Chirico, una ricerca e un laboratorio lungo il tragitto della ferrovia del Pilio costruita alla fine del 19° secolo da Evaristo de Chirico, ingegnere italiano padre di Giorgio e Andrea, due tra gli artisti europei che ne hanno modificato la storia, la cui vicenda è vista come paradigma di un possibile, contemporaneo, mito europeo;
Macramé, la favola di Carmelo Pericle è per i bimbi siciliani della scuola elementare “Monte degli Ulivi” di Riesi il canovaccio per un laboratorio artistico e un approccio sensibile all’educazione nelle scuole, nell’ambito di un progetto europeo con la fondazione Fitzcarraldo di Torino.
Un’installazione video e un luogo di incontro che riannoda, a Tirana, idee e culture in viaggio sull’Adriatico e vedrà la partecipazione di Lorenzo Romito Stalker/ON e Piero Vereni antropologo dell’Università Tor Vergata di Roma, in collaborazione con l’Indipendent Film Show e la fondazione Morra di Napoli.
nuovo sito!
Il nuovo sito de ilmotorediricerca è il luogo in cui sono raccolti i progetti realizzati e le ricerche aperte e in via di sviluppo del collettivo multidisciplinare e transnazionale.

Breton su Savinio “L’Antologia dell’ humour nero”
L’intero mito moderno, fino ad ora amorfo, fonda le sue origini nel lavoro di due persone che sono quasi indistinguibili nello spirito – di Alberto Savinio e di suo fratello, Giorgio de Chirico che raggiunsero il loro apice un po’ prima della guerra del 1914.
Fanno appello simultaneamente alle possibilità visive e a quelle auditive per creare un linguaggio intellegibile universale, simbolico, concreto, un tipo di linguaggio che richieda di considerare completamente la specifica realtà dell’epoca (l’artista che si offre come una vittima del suo tempo) come anche la metafisica, endemica interrogazione dell’epoca: la relazione tra i nuovi oggetti che siamo obbligati ad usare e i vecchi oggetti (abbandonati e non) è estremamente inquietante e in questo s’intensifica il sentimento di fatalità. “il percorso che al momento tende a predominare” scrive Savinio nel 1914” è specialmente caratterizzato dalla sua oscurità, dalla sua forma austera e dall’aspetto rigido, ben materializzato nella sua metafisica…diversamente dai giorni in cui l’astrazione regnava suprema, la nostra epoca prova a tirar fuori gli elementi totalmente metafisici dalla materia stessa (cose). L’idea metafisica potrebbe passare dalla condizione di astrazione a quella dei sensi . In questo modo gli elementi, che l’uomo ponderato e sensibile avverte, potranno essere messi in luce.”.
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