Evaristo de Chirico

  • 1840 (circa) Nasce a Firenze Evaristo,  figlio del barone di origini siciliane,Giorgio Filigone De Chirico. Il padre appartiene al corpo diplomatico, e sarà in seguito trasferito con tutta la famiglia a Costantinopoli come rappresentante del Regno di Sardegna. Evaristo studia Ingegneria a Firenze e a Torino. E’ un progressista e innovatore,un vero uomo del diciannovesimo secolo, sarà l’unico di tutta la sua nobile famiglia a voler lavorare. A Costantinopoli comincia ad occuparsi di opere ferroviarie. Sono gli anni della costruzione della famosa linea ferroviaria Orient Express. Parla molte lingue, ha stretti rapporti con l’alta società turca, frequenta anche gli ambienti  cattolici e aristocratici dove conosce molte persone influenti tra cui il futuro Arcivescovo di Atene e il banchiere greco T. Mavrocordatos che lo stima molto. Alto e prestante, Evaristo ha una grande passione per i cavalli e per le armi. Rischia la vita in  un duello, in seguito al quale conquista la  giovane nobildonna italiana Gemma Cervetti, pianista e cantante d’ opera. I due si sposano e Gemma deve  mettere da parte la sua carriera artistica per dedicarsi ai suoi nuovi compiti. Evaristo, come lo descrive il figlio : “…come molti uomini del XIX secolo, disponeva di molte qualità e virtù. Aveva buon orecchio per la musica, grande osservatore e spirito critico, odiava l’ingiustizia, amava gli animali, si comportava arrogantemente coi ricchi e i potenti ed era sempre pronto ad aiutare e difendere i deboli.”
  • 1881 E’ l’anno della liberazione della Tessaglia, il granaio della Grecia, dalla dominazione turca. Atene, capitale del giovane regno di Grecia, non ha ancora un collegamento stradale e ha bisogno di una linea diretta per l’ approvvigionamento.  Il governo decide la costruzione di una linea ferroviaria che consenta il trasporto delle granaglie fino al porto di Volos, da cui vengono imbarcate per il porto del Pireo. Finanziatore dell’ opera è il banchiere Mavrokordatos, il quale fonda la Societa’ anonima per azioni “Ferrovie di Tessaglia” con sede ad Atene, affidando a Evaristo l’appalto dell’opera. In settembre viene firmato il contratto tra il governatore Kumunduru ed Evaristo in rappresentanza del banchiere, cosi’ nel novembre dello stesso anno Evaristo e Gemma de Chirico arrivano per la prima volta in Grecia e si stabiliscono a Volos. Volos è a quell’epoca, grazie al suo porto, la piu’ sviluppata citta’ della Tessaglia, ci sono molti consolati stranieri tra cui quello italiano di Carlo Borell e una numerosa comunità cattolica guidata dal parroco Don Dalessi, forte personalità e grande patriota.
  • 1882  Evaristo, assieme all’amico ingegnere francese Charles Coustenoble, fonda la Società di costruzioni “Entreprise E. Chirico et Cia” per la realizzazione dell’opera e fa venire dall’Italia la manodopera specializzata circa 800 tra operai e tecnici. I lavori hanno immediatamente inizio. A Volos arrivano su vapori le attrezzature e il personale. Si sceglie il terreno su cui sorgerà la stazione. La Società occupa, col benestare delle autorità, un’estensione di 40 stremmata, allo sbocco del torrente Krafsidonas. Già dal principio si presentano problemi: i proprietari dei terreni occupati si rivolgono alla giustizia per ottenere  risarcimenti. Secondo le pratiche dell’epoca, la Società delle ferrovie agiva senza alcun controllo, progettando i percorsi dei binari come le conveniva. Evaristo che è il direttore tecnico deve affrontare la continua opposizione della società locale, diffidente verso gli stranieri, che a ragione, protesta perché la ferrovia taglia in due la città e perché i lavori di sterro erano stati condotti  in zone di interesse archeologico. Evaristo, aveva fatto venire gli operai dall’ Italia e questo gli procurò l’ostilità  dei greci, che difficilmente venivano assunti e avevano uno stipendio piu basso. Gli stessi dipendenti delle ferrovie gli creavano continui problemi. Dopo pochi mesi, entrano in sciopero esigendo di essere pagati in sterline, come convenuto, e non in moneta greca. La Società delle ferrovie, applicando i sistemi capitalistici e autarchici dell’epoca, tiene linea dura e ne licenzia 45. All’inizio del ‘900 le condizioni di lavoro erano durissime.  In ferrovia si lavorava dall’alba al tramonto con una sola pausa di un’ora. La situazione di Evaristo è molto difficile, egli deve fare da tramite tra la Società che persegue solo il proprio interesse, la comunità locale e i suoi dipendenti. Per riuscirci, deve mettere in opera tutte le sue grandi capacita’ di mediazione, ogni  compromesso è frutto di grande lavoro diplomatico. La società ha piena fiducia in lui e gli dà carta bianca, ma le forti responsabilità e  le pressioni esterne gli causano uno stress  continuo. Evaristo preferirebbe occuparsi solo delle opere tecniche, che procedono in condizioni molto difficili. Nelle zone attraversate dalla ferrovia, la gente vive ancora in modo primitivo, e ritiene lesi i propri interessi dal mostro di ferro costruito dagli stranieri, e attenta continuamente sia ai lavori che alla loro stessa vita. Per controllare i vari cantieri, Evaristo deve spostarsi continuamente,  in mezzo al fango o sotto il solleone della pianura tessala. Si ammala di tifo che gli provoca febbri. Lo logora soprattutto il difficile rapporto con la popolazione locale che protesta per ogni cosa e quello con  i  dipendenti e le loro giuste rivendicazione, perche è dotato di un carattere retto e generoso e di un forte senso di giustizia, ma è costretto  molte volte a ignorarli per seguire le direttive della Società. Cercherà perciò di lasciare ad altri, tra cui anche al suo socio Coustenoble, la carica di Direttore Generale, che è una poltrona che scotta. Intanto, con la coppia de Chirico si inserisce negli ambienti alto-borghesi di Volos, e in particolare nel circolo delle autorità straniere, mentre  Gemma  promuove  opere di beneficenza per la comunità cattolica. Impellente è il bisogno di costruire un presbiterio per i bisogni religiosi della numerosa comunità straniera e soprattutto italiana. A questo scopo si raccolgono soldi per l’acquisto di un terreno. Evaristo promuove una colletta anche in Italia, tra i suoi amici siciliani.
  • 1883  Alla stazione si inaugura la prima locomotiva da lui chiamata Volos in caratteri latini. La cosa solleva le proteste dei locali che esigono la scritta in greco. Bisogna dire che la lingua ufficiale delle ferrovie era il francese, e solo quando la Società invierà il primo direttore greco sarà cambiata. I lavori procedono rapidamente  e in Aprile si completa la linea Volos-Velestino.
  • 1884  E’ per Evaristo un anno molto importante. Nasce la prima figlia, Adelaide, e viene finalmente inaugurata la linea Volos-Larissa, a cui interviene  il re Giorgio I in persona. Per l’occasione Evaristo aveva chiamato dall’Italia lo scultore Previsan che realizza nella piazza della stazione il monumento ad Atena sotto la cui protezione intende porre la ferrovia simbolo del progresso, come anche l’intera città di Volos che presenta in questi anni, un grande sviluppo economico e artistico. Riceve le congratulazioni del re, tutta la città è in festa. Non mancheranno le critiche malevoli, secondo la stampa locale, Minerva somiglia troppo a un’ italiana. Intanto acquistato il terreno, si cominciano i lavori per la costruzione del Presbiterio e della Cappella dell’Immacolata Concezione. Evaristo che è il più attivo e generoso membro della comunità cattolica diede il contributo decisivo. Mise a disposizione gli operai e il materiale della ferrovia. Nel 1887  il parroco Don Dalessi vi si istalla e nei locali del Presbiterio fonda una scuola per i ragazzi stranieri di Volos, frequentata anche da molti greci.
  • 1886   La linea è ormai completa, i vari tratti  fino a Kalabaka sono stati poco a poco consegnati. I guadagni della Società agli inizi, sono però minimi, poiché a causa dell’ostracismo della società locale, la ferrovia riesce appena a coprire le spese. Per non pagare le tariffe, si continua ancora a trasportare il grano coi carri, mentre la maggior parte dei passeggeri  viaggia senza biglietto e viene  bruscamente fatta scendere dai controllori dal treno in corsa. Bisognava anche affrontare i danni e i deragliamenti provocati mettendo massi sui binari, c’erano anche delle vittime. Evaristo deve risolvere problemi di ogni genere, ma alla società, interessata solo al guadagno non interessava che i treni viaggiassero sovraccarichi, o si  assumessero al posto del personale licenziato, dei macchinisti inesperti che provocavano incidenti. Questo continuo astio, l’aperto contrasto con i locali sempre diffidenti verso gli stranieri e le loro innovazioni, le rivendicazioni degli operai, creavano una continua tensione che riuscì a minare la forte fibra di Evaristo, che presenta problemi cardiaci. I lavori della linea non erano però interamente completati. I particolari richiedevano tempo e procedure legali così, sebbene volesse trasferirsi ad Atene, non poteva ancora lasciare la città. Si occupa di diverse altre costruzioni tecniche in diverse zone della Magnesia.
  • 1888 Il 10 luglio nasce il suo secondo figlio Giorgio che diventerà uno dei più grandi pittori del secolo. Evaristo ha quasi cinquant’anni, è malato e non vede l’ora di ritirarsi. Lo sostituisce alla direzione l’amico Coustenoble che diventa il padrino di Giorgio, battezzato nella cappella costruita dal padre.
  • 1990 Finalmente la società delle Ferrovie, riconoscendo i suoi meriti e la sua offerta, lo chiama ad Atene come membro del Consiglio di amministrazione. Evaristo, con la famigllia si trasferisce ad Atene dove andrà ad abitare in centro e dove comincia per la famiglia, una nuova vita.
  • 1891 In marzo muore la piccola Adelaide e dopo sei mesi nasce il secondogenito Andrea che diverrà famoso col nome di Alberto Savinio. Evaristo si occupa di tutte le questioni tecniche della rete ferroviaria, collabora con Coustenoble  a Volos, ne segue i problemi, e con l’amico progetta la costruzione della linea del Pelion (Volos-Lechonia ), che egli considera molto importante per lo sviluppo  economico della zona,  come anche in vista di un’eventuale sviluppo turistico. Evaristo vedeva lontano, progettava di fare del Pelion un’attrazione turistica con le sue bellezze naturali ma anche, grazie alla mitezza del clima, meta di turismo terapeutico con la costruzione di sanatori.
  • 1894  Cominciano i lavori della linea del Pelion. Il tratto Volos-Lechonia di 13 Km comprendente il ponte di ferro di Anavros e il primo ponte in cemento armato costruito in Grecia, quello sul torrente Vrichona.
  • 1895 Purtroppo in Marzo Coustenoble, logorato anch’egli dalle responsabilità della direzione, è colpito da esaurimento nervoso. Morirà a Parigi dopo alcuni mesi. Il Consiglio di amministrazione chiede perciò ad Evaristo di assumere temporaneamente la direzione,in attesa di trovare un nuovo direttore. Evaristo lascia la famiglia ad Atene e torna a Volos, dove continua l’opera iniziata dall’amico, la tratta Volos-Lechonia che viene inagurata in Ottobre.
  • 1896 Poiché non si è ancora trovato un nuovo direttore e soprattutto per  completare la ferrovia del Pelion, Evaristo dovrà rimanere a Volos per un lungo periodo. Decide allora di trasferirsi con tutta la famiglia, subito  dopo la fine dei primi Giochi Olimpici. Giorgio ha otto anni e Andrea cinque, si imbarcano, nuovi Argonauti alla volta di Volos e ci resteranno fino alla fine del secolo .
  • 1896 A Volos ricevono la loro educazione di base, sono anni fondamentali per la loro formazione a cui torneranno continuamente nelle loro opere letterarie e figurative. Anni di spensieratezza ma anche di formazione in cui frequentano la scuola cattolica e Giorgio prende le sue prime lezioni di disegno da K. Mavrudis, un dipendente delle ferrovie.
  • 1897 Scoppia la guerra con la Turchia. Evaristo mette la rete ferroviaria al servizio del governo per il trasporto dei militari. C’è grande entusiasmo, al fianco dei greci combattono anche gli stranieri: la Legione dei Filelleni e il corpo di Garibaldini di Amilcare Cipriani.Purtroppo, dopo la battaglia di Domoko e la conseguente sconfitta, il 26 marzo i Turchi occupano Volos. E’ l’occupazione. Evaristo avrebbe potuto fuggire con la famiglia ma rimane al suo posto e, per  tutta la durata dell’ occupazione, combatterà per la salvezza della rete ferroviaria, confiscata dai turchi, contattando direttamente il Comandante Etem Pascià. Grazie al fatto che era cittadino italiano, ma anche  alle conoscenze che aveva a Costantinopoli, riuscì con grande coraggio, nonostante fosse solo e  senza mezzi economici, a salvare la rete, a riorganizzarla, a ripararne i danni,  finanche a chiedere un risarcimento dei danni. Una grande ondata di profughi da tutta la Tessaglia si riversa a Volos per imbarcarsi e sfuggire alla fame e alla barbarie dei turchi che non esitano a saccheggiare e ad assassinare. Anche il parroco Don Dalessi verrà barbaramente ucciso. Evaristo, nonostante sia solo e malato, aiuta come può i profughi, mette a loro disposizione i treni, li ospita e organizza una mensa  nei locali della stazione. Per questo suo contributo sarà in seguito insignito dal re con la croce dell’Ordine di S. Giorgio. Ma non basta, nei terreni della stazione di Velestino organizza vivai importando dall’Italia varie specie per la diffusione della dendrocultura in Tessaglia.
  • 1898 Finalmente, in maggio i Turchi si ritirano, arriva da Atene il suo sostituto  Vlastos e la famiglia de Chirico torna ad Atene. Vlastos mette in funzione la  linea ferroviaria urbana  dalla stazione fino ai bagni di Anavros. Si vede però che la direzione di Volos era veramente un posto micidiale perché Vlastos dopo pochi mesi, muore. Di nuovo Evaristo viene richiamato, fino all’ arrivo del nuovo sostituto Politis, che costruirà per conto della ferrovia la stazione balneare di Anavros (I bagni Misteriosi di Giorgio De Chirico). Si decide l’estensione della ferrovia del Pelion fino a Milies, sempre con la collaborazione e la sovrintendenza di Evaristo che per i tre anni della costruzione, va e viene da Atene, spesso accompagnato dai figli. La linea di 16 km con una pendenza del 28 per mille  è un’opera tecnica molto difficile. Comprende sei ponti di pietra  a due tre e quattro  archi, uno a cinque archi e uno  di ferro, come anche muri di sostegno, gallerie etc che sono dei  veri capolavori architettonici, perfettamente inseriti nell’ambiente circostante. Ancor oggi perfettamente funzionanti, rappresentano lo stile e l’ estetica di un’ epoca in cui la tecnica e la sensibilita’ andavano di pari passo. Intanto Evaristo  iscrive i figli alla Scuola Leontina di Atene, diretta dai Gesuiti, ma ritenendo che i figli vi potessero trovare cattive compagnie, li toglie e assume professori per lezioni private. Egli ha compreso il talento di Giorgio e lo iscrive alla Accademia di Belle Arti del Politecnico di Atene, dove avrà come insegnanti i migliori pittori dell’ epoca, come anche il talento musicale di Andrea che segue le lezioni dei migliori insegnanti.
  • 1905 Alla fine di Agosto Evaristo muore, l’anno dopo la madre e i due ragazzi, partono alla volta dell’Italia

 

 

si ringrazia la sig.ra Maria Falzone di Volos per la gentile collaborazione nella ricerca e stesura di questo testo.